Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi


  • Massima spesa agevolabile: € 46.154
  • Percentuale di detrazione: 65%
  • Limite di detrazione: € 30.000
    • Scadenza

      31 Dicembre 2024

    • Metodo di godimento

      • Detrazione fiscale in 10 rate annuali di pari importo

      Esclusi i soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva (es. soggetti in regime forfettario di cui all’art. 1, commi 54 a 89, Legge n. 190/2014);

      • Sconto in fattura da parte dei fornitori che hanno effettuato gli interventi (anche per i soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva);
      • Cessione del credito (anche per i soggetti che possiedono esclusivamente redditi assoggettati a tassazione separata o ad imposta sostitutiva).
    • Interventi agevolabili

      Gli interventi agevolabili consistono nella sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente con un impianto costituito da pompa di calore e caldaia a condensazione, espressamente realizzato e concepito dal fabbricante per funzionare in abbinamento tra loro. Le pompe di calore destinate alla climatizzazione invernale (e se reversibili alla climatizzazione estiva) di cui è dotato l’impianto ibrido:

      i) devono essere ad alta efficienza;

      ii) possono essere impiegate o meno per la produzione di acqua calda sanitaria (cioè destinata all’igiene umana) all’interno dell’edificio;

      iii) devono avere alcuni requisiti tecnici individuati nell’allegato F del DM 06/08/2020.

      In caso di edifici con più unità immobiliari sono agevolabili gli interventi che comportano la trasformazione degli impianti individuali autonomi in impianti di climatizzazione invernale centralizzati con contabilizzazione del calore.

      Non sono agevolabili gli interventi che comportano la trasformazione o il passaggio da impianti di climatizzazione invernale centralizzati per l’edificio o il complesso di edifici ad impianti individuali autonomi.

      Quando sia tecnicamente possibile, vanno installate valvole termostatiche a bassa inerzia termica corredate dalla certificazione del fornitore, ovvero altro sistema di termoregolazione per singolo ambiente, con l’esclusione:

      1. dei locali in cui l’installazione di valvole termostatiche o altra regolazione di tipo modulante agente sulla portata sia dimostrata inequivocabilmente non fattibile tecnicamente nel caso specifico;
      2. dei locali in cui è installata una centralina di termoregolazione con dispositivi modulanti per la regolazione automatica della temperatura ambiente;
      3. degli impianti al servizio di più locali, ove è possibile omettere l’installazione di elementi di regolazione di tipo modulante agenti sulla portata esclusivamente sui terminali di emissione situati all’interno dei locali in cui è presente una centralina di termoregolazione, anche se questa agisce, oltre che sui terminali di quel locale, anche sui terminali di emissione installati in altri locali;
      4. degli impianti di climatizzazione invernale progettati e realizzati con temperature medie del fluido termovettore inferiori a 45°C.

      Il motivo della eventuale mancata installazione delle suddette valvole termostatiche è riportato nella dichiarazione di conformità resa ai sensi del DM 22 gennaio 2008, n. 37, a cura dell’installatore e, ove prevista, nella relazione tecnica di cui all’articolo 8, comma 1, del D.lgs n. 192/2005, redatta a cura del tecnico abilitato.

    • Requisiti dell'intervento

      • L’intervento deve configurarsi come sostituzione totale o parziale dell’impianto di climatizzazione invernale esistente;
      • Le pompe di calore possono essere alimentate ad elettricità ovvero a gas. Quelle elettriche devono rispettare la norma UNI EN 14511. Le pompe a gas potranno essere “ad assorbimento” ovvero “a motore endotermico” e dovranno rispettare rispettivamente la norme UNI EN 12309-2015 e UNI EN 16905;
      • Le pompe di calore elettriche installate devono avere un coefficiente di prestazione istantanea COP (cioè il rapporto tra quanta energia termica produce la pompa rispetto a quella elettrica impiegata) almeno pari a quelli indicati dalla tabella 1 dell’allegato F del D.M. 06/08/2020. IL COP della pompa di calore deve essere espressamente dichiarato e garantito dal costruttore della pompa stessa nel rispetto della normativa UNI EN 14511;
      • Le pompe di calore a gas installate a seconda del meccanismo di funzionamento devono avere un coefficiente di prestazione istantanea GUEh almeno pari a quelli indicati dalla tabella 2 dell’allegato F del D.M. del  06/08/2020. In ogni caso le pompe di calore a gas devono avere un indice di efficienza energetica GUEc almeno pari 0,6. IL GUEh delle pompe di calore a gas ad assobimento deve essere espressamente dichiarato e garantito dal costruttore della pompa stessa nel rispetto della normativa UNI EN 12309-2015. Le loro emissioni in atmosfera di ossidi di azoto (NO2) devono essere calcolate secondo le disposizioni europee e inferiori a 120 mg/kWh. IL GUEh della pompa di calore a gas a motore endotermico deve essere espressamente dichiarato e garantito dal costruttore della pompa stessa nel rispetto della normativa UNI EN 16905. Le loro emissioni in atmosfera di ossidi di azoto (NO2) devono essere calcolate secondo le disposizioni europee e inferiori a 240 mg/kWh;
      • A prescindere dalla fonte utilizzata per il loro funzionamento se le pompe di calore sono dotate di variatore di velocità (inverter o altra tecnologia), i coefficienti di prestazione da rispettare sono ridotti del 5%;
      • La potenza termica complessiva dei nuovi generatori di calore installati non può superare per più del 10% la potenza complessiva dei generatori di calore sostituiti, salvo che l’aumento di potenza sia motivato con la verifica dimensionale dell’impianto di riscaldamento condotto secondo la norma UNI EN 12831. Nel caso sia prevista la produzione di acqua calda sanitaria per una pluralità di utenze, gli interventi rispettano il comma 6 dell’articolo 5 del DPR 412/93;
      • Il rapporto tra la potenza termica utile nominale della pompa di calore e la potenza termica utile nominale della caldaia deve essere ≤ 0,5;
      • La caldaia integrata nell’impianto ibrido deve essere del tipo “a condensazione” alimentata a gas naturale, gpl o a gasolio;
      • La caldaia deve avere un rendimento termico utile, a carico pari al 100% della potenza termica utile nominale (per le caldaie ad acqua con temperature minima e massima rispettivamente di 60 e 80 °C) maggiore o uguale a 93 + 2 log(Pn), dove log(Pn) è il logaritmo in base 10 della potenza utile nominale del singolo generatore, dove per valori di Pn maggiori di 400 kW si applica il limite massimo corrispondente a 400 kW;
      • Per impianti di potenza utile della caldaia superiore a 100 kW, il bruciatore della stessa deve essere di tipo modulante e caratterizzato dal fatto che la regolazione climatica agisce direttamente sul stesso; l’impianto è dotato di una pompa di tipo elettronico a giri variabili o sistemi assimilabili.

       

    • Spese ammesse

      • Le spese per lo smontaggio e la dismissione dell’impianto di climatizzazione esistente;
      • Le spese di fornitura e posa in opera delle apparecchiature termiche, meccaniche elettriche ed elettroniche necessarie per l’intervento;
      • Le spese per le opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione;
      • Le spese per l’adeguamento della rete di distribuzione e diffusione, dei sistemi di accumulo, dei sistemi di trattamento dell’acqua, dei dispositivi di controllo e regolazione nonché dei sistemi di emissione;
      • Prestazioni professionali, incluse sia quelle necessarie per la realizzazione degli interventi agevolati (per esempio la prestazione professionale del direttore lavori) sia quelle richieste per fruire del beneficio (ad esempio la prestazione resa per la redazione dell’asseverazione del tecnico abilitato);
      • Imposta sul valore aggiunto (quando costituisce un costo), imposta di bollo, imposte per i titoli abilitativi;
      • Opere provvisionali e accessorie.
    • Criteri di imputazione spese

      Le spese sostenute per interventi di sostituzione, integrale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di apparecchi ibridi, costituiti da pompa di calore e caldaia a condensazione, realizzati e concepiti per funzionare in abbinamento tra loro sono detraibili in base al principio:

      • di cassa*: per le imprese in contabilità semplificata, anche nel caso in cui abbiano esercitato l’opzione per il “registrato” di cui all’art. 18, comma 5 del D.P.R. n. 600/1973. Tali soggetti devono pagare le spese obbligatoriamente con il bonifico bancario o postale con il relativo riferimento normativo.
      • di competenza**: per i  soggetti titolari di reddito d’impresa in contabilità ordinaria. L’agevolazione non è condizionata dal metodo di pagamento utilizzato (es. assegno, contanti, bonifico, ecc.).

      *Nel caso specifico del pagamento mediante bonifico, le spese si devono considerare sostenute quando la somma di denaro è uscita dalla disponibilità dell’imprenditore. **Ai fini della determinazione del “momento di effettuazione”, l’imputazione delle spese segue le regole generali della competenza previste dall’articolo 109, commi 1 e 2, del TUIR, secondo il quale le spese di acquisizione dei beni si considerano sostenute, per i beni mobili, alla data della consegna o spedizione, ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale, senza tener conto delle clausole di riserva della proprietà. Nell’ipotesi in cui l’investimento sia realizzato mediante un contratto di appalto a terzi, in base ai predetti criteri di competenza di cui all’articolo 109 del TUIR, i relativi costi si considerano sostenuti dal committente alla data di ultimazione della prestazione ovvero, in caso di stati di avanzamento lavori, alla data in cui l’opera o porzione di essa, risulta verificata ed accettata dal committente: in quest’ultima ipotesi, sono agevolabili i corrispettivi liquidati nel periodo agevolato in base allo stato di avanzamento lavori (SAL), indipendentemente dalla durata infrannuale o ultrannuale del contratto.

    • Documentazione da trasmettere

      Scheda descrittiva dell’intervento” entro 90 giorni dalla data di fine dei lavori o di collaudo delle opere, esclusivamente attraverso l’apposito sito web (https://detrazionifiscali.enea.it). La compilazione e la firma da parte di un tecnico abilitato è necessaria nei casi in cui è prevista l’asseverazione (non sostituibile dal certificato del produttore e o dell’installatore) e nei casi in cui è previsto il deposito in Comune della relazione tecnica ai sensi dell’articolo 8 D.lgs. 192/05 e successive modificazioni.

    • Documentazione da conservare

      • Ove previsto la relazione tecnica del o dei progettisti di cui all’art. 8, comma 1, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 o un provvedimento regionale equivalente depositata all’inizio dei lavori presso il Comune in cui è sito il fabbricato oggetto dell’intervento;
      • Originale della Scheda descrittiva dell’intervento (costituita dalla Scheda informativa di cui all’allegato D del DM 6/08/2020) riportante il codice CPID assegnato dal sito ENEA, firmata dal soggetto beneficiario e se richiesto dal tecnico abilitato. La compilazione e la firma da parte di un tecnico abilitato è necessaria nei casi in cui è prevista l’asseverazione (non sostituibile dal certificato del produttore e o dell’installatore) e nei casi in cui è previsto il deposito in Comune della relazione tecnica ai sensi dell’articolo 8 D.lgs. 192/05 e successive modificazioni. Per tecnico abilitato si intende soggetto abilitato alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad esso attribuite dalla legislazione vigente iscritto agli specifici ordini e collegi professionali;
      • Asseverazione, redatta da un tecnico abilitato, in cui viene attestato che gli impianti dotati di pompe di calore rispondono ai requisiti tecnici in termini di coefficienti di prestazione come indicati nell’allegato F del Decreto 06/08/2020. Allo stesso l’asseveratore dovrà attestare le caratteristiche tecniche della caldaia a condensazione e includere la dichiarazione di congruità delle spese sostenute in relazione all’intervento agevolato. Insieme alla asseverazione va redatto il computo metrico. L’asseverazione del tecnico abilitato può essere sostituita da un’analoga dichiarazione resa dal direttore lavori nell’ambito della dichiarazione sulla conformità al progetto delle opere realizzate, obbligatoria ai sensi dell’art. 8, comma 2, del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, e successive modifiche e integrazioni;
      • La scheda tecnica del sistema ibrido installato che attesta quale sia la potenza termica utile del sistema: maggiore minore uguale a 100 kW;
      • Se il sistema ibrido installato ha una potenza termica utile della caldaia come risultante dalla scheda tecnica del fornitore inferiore o uguale a 100 kW, l’asseverazione può essere sostituita da una dichiarazione del fornitore attestante il rispetto dei requisiti tecnici di cui sopra;
      • La certificazione del produttore (o fornitore o importatore) delle valvole termostatiche a bassa inerzia termica (o di altro tipo di regolazione) che attesti il rispetto dei requisiti oggetto dell’asseverazione;
      • Copia della dichiarazione di conformità dell’impianto di climatizzazione invernale ai sensi del DM 37/08 e libretto di impianto;
      • Fatture o ricevute fiscali idonee a comprovare il sostenimento della spesa di realizzazione degli interventi effettuati;
      • Se l’impresa adotta la contabilità semplificata occorre conservare il bonifico bancario o postale (anche on line) da cui risulti la causale del versamento, il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione e il codice fiscale o partita IVA del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato;
      • Altra documentazione relativa alle spese riferite all’intervento (ad esempio per pagamenti relativi ad oneri di urbanizzazione, ritenute d’acconto operate sui compensi, imposta di bollo e diritti pagati per le concessioni, autorizzazioni e denunce di inizio lavori);
      • Autocertificazione dalla quale risulti che il contribuente non fruisce di eventuali altri contributi riferiti agli stessi lavori;
      • Dichiarazione del proprietario di consenso agli interventi eseguiti dal detentore.
      • Dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445 del 2000 che attesti che il contribuente non ha usufruito delle modalità alternative alla fruizione diretta della detrazione (sconto in fattura o cessione del credito);
      • Stampa della e-mail inviata dall’ENEA contenente il codice CPID che costituisce garanzia che la scheda descrittiva dell’intervento è stata trasmessa.

      Per gli interventi sulle parti comuni dell’edificio: Dichiarazione dell’Amministratore condominiale che attesti di aver adempiuto a tutti gli obblighi previsti dalla legge e che certifichi l’entità della somma corrisposta dal condomino e la misura della detrazione. In assenza di amministratore o in assenza di tale dichiarazione, sarà necessario conservare tutta la documentazione inerente la spesa sostenuta inclusa copia della delibera assembleare e della tabella millesimale di ripartizione della spesa. In mancanza del codice fiscale del condominio minimo, autocertificazione che attesti la natura dei lavori effettuati e indichi i dati catastali delle unità immobiliari facenti parte del condominio.

    • Cumulabilità con altre agevolazioni

      ECOBONUS e BONUS FACCIATE
      Se gli interventi realizzati sono riconducibili a diverse fattispecie agevolabili, ad esempio alcune spese rientrano nel Bonus facciate e altre nell’Eco bonus, il contribuente può usufruire di entrambe le agevolazioni, a condizione che le spese siano contabilizzate distintamente con espresso richiamo alla normativa di riferimento e sempre che siano rispettati i relativi requisiti e adempimenti previsti. A titolo esemplificativo, nel caso in cui sull’involucro dell’edificio vengano effettuati interventi sulla parte opaca della facciata esterna, e anche interventi di isolamento della parte restante dell’involucro, il primo intervento usufruirà dell’agevolazione del Bonus Facciate mentre il secondo intervento sarà ammesso all’Ecobonus.

      ATTENZIONE! Nel caso di lavori effettuati nell’ambito di un condominio, ogni condòmino, per la parte di spesa a lui imputabile, può decidere se fruire del Bonus facciate o della detrazione prevista per gli interventi di efficienza energetica, indipendentemente dalla scelta operata dagli altri condomini; ciò a condizione, tuttavia, che gli interventi rispettino i relativi requisiti richiesti e che siano rispettati gli adempimenti specificamente previsti in relazione a ciascuna agevolazione.

      ECOBONUS e SISMA BONUS:
      Se le opere per le quali si intende fruire del “sisma bonus” sono eseguite congiuntamente ad opere di riqualificazione energetica (agevolabili ai sensi della legge n. 296/2006) è possibile considerare autonomo limite di spesa, nel rispetto degli importi massimi stabiliti dalla norma di riferimento.

      ECOBONUS CON ALTRE AGEVOLAZIONI:

      1. La detrazione d’imposta “Ecobonus” non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali;
      2. Dal 3 gennaio 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di risparmio energetico è cumulabile  con specifici incentivi concessi da Regioni, Province, Comuni che non prevedano l’incompatibilità tra le due agevolazioni e, quindi, la non cumulabilità. Se compatibili, le detrazioni possono comunque essere richieste per la parte di spesa eccedente gli incentivi concessi dagli enti territoriali;
      3. Con riferimento specifico ai certificati bianchi, essi non sono cumulabili con altri incentivi, comunque denominati, a carico delle tariffe dell’energia elettrica e del gas e con altri incentivi statali, destinati ai medesimi progetti, fatto salvo, nel rispetto delle rispettive norme operative e nei limiti previsti e consentiti dalla normativa europea, l’accesso a:
      1. fondi di garanzia e fondi di rotazione;
      2. contributi in conto interesse;
      3. detassazione del reddito d’impresa e, a decorrere dal 1° gennaio 2020, i crediti di imposta riguardante l’acquisto di macchinari e attrezzature. In tal caso il numero di Certificati Bianchi spettanti è ridotto del 50%. Non essendo l’incentivo “Ecobonus” una detassazione del reddito d’impresa o un credito d’imposta, ma una detrazione d’imposta, i progetti di efficientamento energetico che consentirebbero all’impresa di ottenere i certificati bianchi NON POSSONO godere neppure parzialmente di detrazione “Ecobonus”. Ecobonus e certificati bianchi sono quindi alternativi.
    • Deducibilità dei costi sostenuti e rimasti effettivamente a carico del beneficiario dell'agevolazione

      I costi relativi alla ristrutturazione o manutenzione delle unità immobiliari (proprie o di terzi) connessi agli interventi agevolati siano deducibili devono presentare un nesso di causalità (anche potenziale o di prospettiva) con l’attività svolta dal proprietario/conduttore dell’unità immobiliare oggetto di intervento. Deve quindi essere verificata la sussistenza di un legame non generico tra la spesa sostenuta e l’attività svolta dal beneficiario da ricercare nel contenimento dei suoi costi di approvvigionamento dei combustibili per il riscaldamento dell’unità immobiliare oggetto degli interventi ovvero il miglioramento in termini di vivibilità e/o riduzione dei rischi per le persone che utilizzano l’unità immobiliare nello svolgimento dello loro mansioni. La deducibilità del costo non condiziona la fruibilità della detrazione legata solamente al tipo di intervento effettuato.

    A chi puoi rivolgerti